Lo scultore che insegna al cieco a «vedere» il legno

da Alto Adige 15 dicembre 2013

di Irene Cocco

Andrea e NicolaBOLZANO. Che ogni tanto valga la pena mettersi in gioco e non lasciarsi sopraffare dai casi della vita ce lo ricorda Andrea Bianco, artista eclettico e capace che a novembre ha esposto a Bolzano due sculture in marmo realizzate a Carrara in occasione di un simposio di Scultura.«Perché non guardare a quello che abbiamo piuttosto che a quello che non abbiamo?». Bianco ci svela il suo motto e prosegue: «Sembra incredibile che le mie mani possano dare forma ad un materiale così duro come il marmo o così difficile come il legno». Perché incredibile? Perché Andrea Bianco è cieco in seguito ad un terribile incidente automobilistico che lo ha privato della vista eppure scolpisce il marmo e sta imparando le tecniche della scultura lignea. «Tutto ciò che so del legno lo devo a Nicola, l’unico che in tutta la regione abbia deciso di mettersi in gioco per insegnare ad una persona non vedente a scolpire il legno», spiega Bianco. Nicola Hornaecher è un giovane di 27 anni che frequenta l’Università di design a Bolzano e che scolpisce il legno per passione. «Ho studiato la tecnica a Berlino», racconta Nicola che prosegue, «Berlino è la mia città natale e lì ho avuto occasione di insegnare scultura a giovani di età compresa tra i 13 ed i 24 anni. Quando sono arrivato a Bolzano e mi sono iscritto all’università non avrei mai pensato di avere le caratteristiche per insegnare a una persona non vedente a scolpire. Eppure io e Andrea stiamo facendo passi da gigante». Perché, è proprio il caso di dirlo, in una situazione simile, non è solo l’allievo che impara dal maestro ma anche viceversa. «Spesso mi sono ritrovato a chiudere gli occhi e a toccare il ceppo di legno nella parte da scolpire». Nicola spiega: «Volevo che mi fosse chiaro quello che prova Andrea. Solo facendo così ho potuto trovare le parole giuste per fare in modo che la sua mano compia le dovute operazioni per dare al pezzo di legno la forma desiderata». Il ceppo in questione è ancora grezzo e Nicola stima che Andrea dovrà lavorarci ancora due mesi prima che questo raggiunga la finitezza. Maestro e allievo si incontrano due volte la settimana a casa di Bianco dove è stato allestito un laboratorio in giardino per dare forma alle opere. Non è la luce la protagonista del piccolo studio dove i due lavorano, infatti non essendo di alcuna utilità per Bianco, di conseguenza Nicola, in veste di maestro, si è adattato a questi standard inconsueti per un artista. «È piuttosto l’entusiasmo che regna sovrano nel mio piccolo laboratorio e la convinzione che tutto si può fare, che nonostante io sia cieco non significa che non possa essere in grado di scolpire il legno, devo solo imparare le tecniche giuste per farlo», sottolinea Bianco. Recentemente, proprio in questo laboratorio, sono state girate le riprese per un documentario da due giovani studentesse di design, Giulia Faccin e Asiat Gamsatova. «Mentirei se dicessi che il mio modo di scolpire è uguale a quello di una persona vedente», dice Bianco, «e non sarebbe nemmeno giusto ritenermi in grado di fare tutto ciò che fa una persona normodotata. Mi piace sottolineare che anche chi è privo del bene della vista può fare arte a livelli professionali e non solo lavoretti di intrattenimento».

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