L’innovazione passa attraverso la scultura

Ancora un’altra sorprendente novità da parte del noto scultore non vedente Andrea Bianco: il primo corso a livello nazionale ed europeo ad occuparsi di alta formazione scultorea per non vedenti. Inizierà a luglio e si terrà alla Sacred Art School di Firenze. Un corso al quale tutti potranno assistere per imparare, non solo le tecniche scultoree, ma anche ad insegnare ai non vedenti a scolpire. Professione che in un mondo che sta cambiando potrebbe certamente regalare i suoi frutti. E’ infatti una novità davvero unica quella di relazionare una persona privata della vista al mondo della scultura. Ci saranno tutors, alloggi, trasporto e visite guidate pensate apposta per i non vedenti agli Uffizi ed al Museo Nazionale del Bargello. Verranno coinvolti enti e tanti organi di stampa, in prima linea il satiro disegnatore del Corriere della Sera Giorgio Staino. E pensare che tutto è nato da un artista versatile quanto caparbio, provocatore ma solo se le provocazioni servono a qualcosa. “Mi piace lanciare il sasso e poi mostrare la mano” scherza Andrea Bianco ma quando gli si chiede come è nata l’idea di coinvolgere la Sacred Art School per la formazione dedicata ad una classe di diversamente abili risponde: “E’ stata un’idea nata in maniera del tutto spontanea.” Dice il bolzanino Bianco che continua: “Avevo sollevato il problema della mancanza di formazione specializzata per persone diversamente abili varie volte anche alla stampa. Quando poi mi sono trovato faccia a faccia con Giorgio Fozzati, il direttore di questa scuola prestigiosissima, ho pensato perché non proporgli un corso di scultura per non vedenti” E così nel giro di un anno, raccolti i pensieri, le idee, i fondi e sopratutto un professore, Antony Visco, che dagli Stati Uniti arriverà in Italia su richiesta del nostro Bianco, il corso è stato preparato. “Niente compatimenti, niente piagnistei, le persone private della vista devono vivere la loro vita nella normalità che la vista non per forza toglie loro.” Dice Bianco che all’età di vent’anni in seguito ad un incidente d’auto ha perso la vista, per poi riscoprire l’amore per l’arte e sopratutto per la scultura.

articolo Alto Adige 19 aprile 2015